Winner Group di Febbraio


Ieri al Winner Group di Febbraio si è parlato di "Standard Qualitativi". Abbiamo visto come ci sia molta confusione sul concetto di Standard, spesso interpretato come la "media" delle performance di un'azienda. In realtà la vera definizione di Standard è la qualità minima sempre ripetibile da ciascun compenente dell'azienda stessa. Viene da sè che spesso la qualità è data dal modo di porsi o di lavorare della persona meno abile, o dal reparto meno efficiente.

Per "testare" gli standard qualitativi di varie aziende abbiamo fatto un'operazione di "Mistery Client", ovvero ci siamo finti potenziali clienti per verificare l'efficienza di chi ci riceveva o rispondeva al telefono.
Il test è stato condotto sia su aziende facenti parte del Winner Group che esterne, per verificare eventuali differenze. Che ci sono state, eccome.

Un dato su tutti ci ha davvero stupiti: oltre il 50% delle aziende esterne contattate per ricevere preventivi o informazioni non ci ha minimamente considerati! Ovvero dopo 48 ore dalla nostra richiesta nessuno ci aveva ricontattati o inviato un'offerta.
Addirittura il 30% delle persone con cui abbiamo parlato ci ha trattati in maniera poco accogliente o fredda...
Tra i soci del Winner Group l'esperimento è andato molto meglio e solo 2 aziende hanno un po' deluso le aspettative.
Abbiamo a questo punto premiato le 3 migliori performance:
- al primo posto Immobiliare San Pietro con un premio dal valore di 1.400 Euro
- al secondo posto 3ntini Editore con un premio dal valore di 900 Euro
- al terzo posto Six2Six, con un premio dal valore di 500 Euro

Questo esperimento ha fatto riflettere tutti noi su quanto ci sia ancora da fare in termini di standard qualitativi tra le PMI, nonostante la maggiorparte degli imprenditori si lamenti di avere crolli di fatturato dovuti alla crisi.
La maggiorparte di loro, purtroppo, non ha la consapevolezza di star perdendo anche quei pochi potenziali clienti che vorrebbero comprare ma che vengono incredibilmente snobbati!

Lista delle azioni da completare

E' uno degli esercizi più semplici ed efficaci che conosca.
Consiste nel compilare, ogni mattina, una lista di azioni da completare nell'arco della giornata, della settimana, del mese.
Una volta compilata la lista ogni singola azione va inserita all'interno della propria agenda, stabilendo indicativamente quanto tempo ci occuperà.
L'ordine con cui inserire tutte queste azioni dovrà essere il seguente:
1) prima di tutto quelle azioni strategiche che tendiamo a rimandare perché non si ha mai tempo di farle (riunioni importanti, formazione, ricerca del personale, creazione di alleanze, marketing strategico etc).
2) le azioni che ormai sono delle piccole "crisi" da gestire in maniera rapida (preventivi accumulati, bilanci di fine mese in ritardo, gestione di clienti insoddisfatti etc).
3) tutte quelle piccole azioni che rimandiamo perché non importanti ma che ci occupano comunque la mente, di solito la sera prima di addormentarci (multe scadute, appuntamenti da fissare, solleciti a fornitori, etc)
4) le attività di ordinaria routine, dandogli un ordine logico e stabilendo i tempi giusti di esecuzione).

Sebbene questa attività possa risultare all'inizio un po' noiosa e quasi superflua in realtà si rivelerà molto preziosa soprattutto per chi ha la tendenza a disperdersi un po' o a rimandare senza fine scadenze ed impegni (soprattutto delle cose meno piacevoli da fare).
Applicato costantemente per almeno 21 giorni diventerà un'abitudine irrinunciabile.
Provare per credere.

Immagina

Per un attimo immagina.
Di vedere la tua vita da un po' più lontano. Da quella distanza da cui la vedono gli altri. Con la stessa freddezza di un estraneo, con la stessa partecipazione di un'innamorata.
Guarda le parti belle e quelle brutte. Esprimi un parere. Non esprimere giudizi. Valuta. Non criticare.
Ora torna lontano, più lontano. Guarda la tua vita come la vedrebbe un passante, che ti vede camminare lungo il marciapiede di una strada sconosciuta. Tu e lui che vi incrociate per un istante. Osserva la tua espressione. Che cosa penseresti di te?

E ancora.
Un angelo, sopra la guglia di una cattedrale gotica. Che osserva gli esseri umani, te compreso. Cosa vedrebbe oltre il tuo corpo fisico? Cosa osserverebbe nella tua anima?
I tuoi segreti, i tuoi pensieri più intimi, le tue volontà più profonde. Quello che sei veramente, senza maschere e senza difese.

Ora sei qui, che leggi questo post. Regalati cinque minuti per riflettere su chi sei veramente e su chi vorrai essere veramente. Prendi possesso della tua vita come non hai fatto mai, ricordandoti che il punto di vista da cui guarderai la tua vita determinerà chi sarai domani.

Il profumo del business

Parlavo qualche giorno fa con un grande imprenditore del Gruppo Marcegaglia, Vanni Giuliani, il quale mi esponeva la sua personale teoria in merito alle doti che dovrebbe avere il titolare di un'azienda florida. Tra le varie cose una mi ha colpito in particolare. Ovvero mi ha parlato del "profumo" del business, che solo in pochi riescono a sentire nell'aria, a dispetto dei più sosfisitcati sistemi di analisi presenti e disponibili oggi.
Tale profumo indica quando un affare è interessante, spesso andando contro il cosiddetto "buon senso" o anticipando mode che poi tutti seguiranno. Il profumo ti fa decidere senza dover calcolare preventivamente break even o business plan. Il profumo non lo puoi insegnare, è un talento innato che possiedono solo pochissime persone.
Di fronte a tale teoria tutte le mie certezze da consulente hanno vacillato per un po', destabilizzate da un fattore così impalpabile ed etereo da non poter essere insegnato o trasmesso in alun modo.
Solo una cosa mi ha rincuorato: questo imprenditore è grande perché attorno a sé ha tanti manager dotati di minor intuito ma di grandi doti strategiche ed organizzative, pronti a raccogliere le intuizioni per traformarle in realtà e fatturato!
Ecco il vero mix vincente che dovrebbe esserci in ogni azienda: olfatto e cervello.

Lo standard qualitativo

Entro in un hotel dove ho una sala prenotata per tenere un corso.
Chi mi accoglie alla reception è gentile e sorridente, si propone di accompagnarmi fino alla saletta, accende luce e proiettore, mi chiede se è tutto ok. Le dico che vorrei cambiare la disposizione dei tavoli, lei mi risponde che non c'è problema, mi farà arrivare un suo collega che sistemerà subito tutto. Arriva immediatamente l'inserviente, anche lui gentile e sorridente, e sistema tutto come da me richiesto. Si accorge che il cavo d'alimentazione del computer arriva alla presa solo estendendolo del tutto e senza che io chieda nulla dopo cinque minuti mi porta una prolunga. Mi chiede se voglio un caffè, può portarmelo lui. Ringrazio, ma rispondo che preferisco andare io direttamente al bar. Saluta con un altro bel sorriso e mi dice che per qualsiasi cosa è a mia disposizione. Un altro suo collega non appena si accorge che mi sto avvicinando al bar chiama la ragazza del bar che era sul retro, la quale immediatamente esce e mi chiede cosa può servirmi. Scambiamo due battute simpatiche, mi chiede a che ora deve tenersi pronta per il break del corso (senza che io le abbia detto che sono lì per tenere il corso). Chiunque incrocio nel tragitto dal bar all'aula mi saluta con bel sorriso. Comincio il corso in uno stato d'animo davvero positivo: mi hanno trattato tutti come un re.


Quanto vale tutto questo? Come direbbe il famoso spot "tutto questo non ha prezzo".
Mettiamo però che vada a pagare. E chi mi deve fare la fattura non mi faccia lo stesso sorriso dei colleghi. E che mi sbagli l'intestazione della fattura. E che si mostri spazientita dal dovermela rifare. Cosa accadrebbe?
Una cosa tragica. Perché la mia percezione di standard qualitativo non sarebbe più la "media aritmetica" tra tutte le persone incontrate (standard eccellente) bensì scenderebbe al livello della persona peggiore incontrata (purtroppo l'ultima).
E così accade in molte aziende, in cui la performance del "peggiore" condiziona lo standard qualitativo percepito dal cliente finale, più propenso a ricordare il disservizio di tutto ciò che è andato bene.
Questo dovrebbe far riflettere soprattutto tutti coloro che pensano che una persona inefficiente e molto negativa "in mezzo a tanti" non crea poi tutti questi danni...

Cascate d'acqua

Oggi ero a Milano per incontrare dei ragazzi davvero in gamba che vorrebbero aprire una filiale del Winner Group in Lombardia. Sono persone giovani con un entusiasmo ed una professionalità davvero rare (guardate qui quello che fanno: http://www.i-magine.it).
Vi scrivo di loro perché in questi mesi sta accadendo una cosa incredibile che merita una riflessione. Ovvero mi stanno contattando tantissime persone speciali, come mai era successo prima in vita mia, per collaborare, creare sinergie, stabilire accordi di partnership. Come se un enorme calamita stesse attirando magicamente tutte quelle persone con cui avrei voluto idealmente avere a che fare.

Qualcuno tirerà fuori la solita "Legge di attrazione". Io preferisco pensare che "Dio unisce". Quando sei in armonia con ciò che ti circonda ed i tuoi propositi sono limpidi e sani, le Forze più alte intervengono per favorire il percorso. Coelho sosteneva che "l'Universo cospira per farti raggiungere gli obiettivi" quando davvero li desideri con tutto te stesso. Ma nel mio caso c'è una sfumatura diversa.

Tu puoi essere in mezzo al deserto e desiderare fortemente un bicchiere d'acqua. Oppure puoi essere in mezzo ad un'oasi e ti compaiono le cascate tutte attorno. Oppure puoi essere circondato da cascate ed arrivano in quel momento tutte le persone che potrebbero apprezzare e condividere quella situazione.
Ecco, io mi sento così. Non è il raggiungimento di un obiettivo, del bicchiere d'acqua, ma è la condivisione di un qualcosa di meraviglioso che già c'è, le cascate tutte attorno.

C'è un gran paesaggio qui, venite a vederlo assieme a noi.